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ISTRUZIONI TAMIYA
 

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SVERNICIARE

 PREMESSA

Fino ad ora si è parlato di “dare” la vernice: e per toglierla?. Operazione delicata che precede sempre l'indagine del materiale su cui si deve togliere la vernice. In commercio esistono  prodotti per sverniciare ogni materiale anche se non sono facili da trovare. Capita talvolta che una verniciatura venga male….. ma talmente male che si fa prima a tirarla via che a carteggiare rischiando di far sparire i piccoli particolari in rilievo. L’oparazione di sverniciatura non e’ nulla di complicato ne’ di pericoloso per la plastica se si usa una particolare attenzione nella scelta del diluente per l’operazione. Come diluente usate imperativamente il diluente usato per diluire il colore, nel mio caso, dato che quasi sempre utilizzo smalti Humbrol, ho usato come ovvio il diluente Humbrol o acquaragia.

 
 SVERNICIATORE

Per sverniciatore si intende un prodotto, solitamente chimico, che "scioglie" la vernice sino a farne venir meno la sua adesione con la superficie. Esistono due principali metodi di sverniciatura:

  • Sverniciatura a caldo: un tipo molto comune è la sverniciatura a caldo effettuata con una pistola termica (una sorta di fon molto più potente di quello comune) che viene passata sulla vernice, la quale si dilata e si frattura, in modo tale da essere rimossa manualmente tramite un raschietto.
  • Sverniciatura chimica: è un tipo di sverniciatura che avviene tramite l'applicazione di un composto chimico aggressivo nei riguardi dello strato di vernice, su tutta la superficie da sverniciare, rimosso poi manualmente tramite un panno o della lana d'acciaio. Il solvente utilizzato in quel composto, detto sverniciatore in gel, fino all'anno 2011 era il cloruro di metilene che è stato praticamente messo al bando per la sua tossicità.

Vi sono invece altri metodi più artigianali come l'utilizzo di solventi idonei che possono sciogliere la vernice. Per fare un esempio: acetone, diluente nitro o sintetico, acquaragia, ecc.

 

 CARATTERISTICHE

Non tutte le vernici si assomigliano per caratteristiche e se la vernice semplice cade facilmente quella catalizzata a doppio componente (resine) difficilmente si lascerà trattare senza opporre una dura resistenza. Quindi è buona norma fare dei tentativi per capire con che vernice si ha a che fare con un pezzettino il meno possibile importante per non danneggiare l'intera superfice.
 

 SVERNICIATORE CHIMICO

La sverniciatura più classica, efficace e contemporaneamente meno rischiosa, è quella che prevede l'impiego di uno sverniciatore chimico da distribuire sulla superficie del mobile in modo da provocare il distacco della vernice per poterla asportare, facendo uso di spatole di acciaio o di legno e di altri strumenti. L'azione dello sverniciatore chimico è in grado di arrivare sino al legno, cioè di rimuovere tutti gli strati di vernice, di cera e di pittura presenti sulla superficie del mobile. Per questo motivo su mobili di particolare pregio, la cui "patina" originale va salvaguardata ad ogni costo, tale procedimento non deve assolutamente essere eseguito. In tali casi occorre limitarsi alla semplice pulizia superficiale della vernice, in modo che sia pronta per ricevere la nuova lucidatura.

 

 SVERNICIATORE TERMICO

Un’altra soluzione per eliminare la vernice dalle superfici è lo sverniciatore termico. Questo metodo si avvale di un apparecchio che può essere, a sua volta, di due tipi in base al funzionamento: elettrico o a gas. Lo sverniciatore termico, quindi, agisce erogando una fiamma oppure aria calda sulla superficie da ripulire. La vernice investita dal getto si ammorbidisce ed è, pertanto, pronta ad essere rimossa. C’è da dire che questi apparecchi hanno un certo costo. Il loro uso è per modellisti esperti. D’altronde questi apparecchi si differenziano anche per versatilità. Possono essere, infatti, impiegati in altri usi come incollare, assemblare e così via. Al momento dell’acquisto bisogna tener conto della potenza in watt che va dai 1600 ai 2050. Un’altra caratteristica è il costo, decisamente più alto di una confezione di sverniciatore chimico. La scelta è soggettiva, tenendo presente però che questi apparecchi se usati con scrupolosità e con una corretta manutenzione ammortizzano nel tempo la spesa effettuata. Pur essendo apparecchi destinati ad un uso professionale, sono molto semplici da usare anche da parte dei “principianti” adottando, ad ogni modo delle precauzioni necessarie. Considerate che sono dei dispositivi potenzialmente pericolosi, e per la vostra sicurezza vanno maneggiati con cautela. Cose da non fare assolutamente sono il dirigere il beccuccio dell’apparecchio verso se stessi quando l’apparecchio è acceso, e non bisogna toccare il beccuccio poiché spara aria calda o fuoco a temperature altissime. Per quanto riguarda altre misure precauzionali valgono certamente le stesse indicate precedentemente come lavorare in ambienti piuttosto arieggiati, meglio se quasi all’aperto; proteggersi con guanti e occhiali e così via.

 
 PROCEDIMENTO

Mettere se possibile la parte da sverniciare in piano ,applicare con un pennello lo sverniciatore su tutta la superficie, passando e ripassando anche più volte nello stesso punto, attendere qualche minuto. Non c'è un tempo standard, dipende dal prodotto che deve essere rimosso, alcuni vengono via facilmente, altri sono molto "rognosi" e questo tipo di intervento può diventare molto lungo. La procedura appena descritta va effettuata almeno due volte nella migliore delle ipotesi e comunque va ripetuta finché il supporto trattato non risulta completamente pulito da qualsiasi residuo di lucidatura.

 

 CONSIGLIO

La sverniciatura con carta abrasiva è sempre da sconsigliare, perchè danneggia i particolari lasciando la superfice compromessa dall'azione di scrostatura. Aggiungo, che ogni operazione di sverniciatura, andrebbe sempre seguita da un fondo catalitico per "ricostruire" la superfice brasata in modo d'assicurare una sempre ottima superfice sulla quale stendere la nuova vernice.
 
 COME SVERNICIARE

Le plastiche sono le più ostiche da aggredire con i prodotti svernicianti, perchè facili ad essere intaccati dai solventi ed è quindi sconsigliabile la violenta azione senza capire per il meglio come procedere senza danni permanenti sulla superfice del modello.

 

 

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